Almanacco del Giorno Bue tibetano - Almanacco
Voce dell'Almanacco del 31 luglio, per la rubrica 'Il Mondo degli Animali'. Evento avvenuto 4 anni fa. Il Bue tibetano o "yak", nome scientifico Bos grunniens, è un mammifero appartenente alla famiglia dei Bovidae. Questo...

Il Mondo degli Animali

Bue tibetano


mercoledì 31 luglio 2013 (4 anni fa)

Approfondimenti
Bos grunniens
Bue tibetano
Bue tibetano: Il Bue tibetano o "yak", nome scientifico Bos grunniens, è un mammifero appartenente alla famiglia dei Bovidae.

Questo imponente bovino può raggiungere un'altezza di 2 metri e una lunghezza di 3 metri e mezzo, il peso può variare dai 300 ai 1.000 chili. La caratteristica predominante è la folta pelliccia scura che ricopre tutto il corpo dell'animale. Possiede una grande testa triangolare, lunghe corna ricurve e un ciuffo di peli che ricopre parte della fronte. Sono animali che possono vivere fino a 25 anni.

Gli esemplari selvatici vivono sull'altopiano tibetano fino ad un'altitudine di 6.000 metri. Il loro habitat è costituito da steppa desertica e pascoli alpini. Gli esemplari domestici hanno dimensioni inferiori rispetto a quelli selvatici e si trovano in vaste aree dell'Asia centrale. Gli yak sono dei ruminanti e quindi possiedono lo stomaco diviso in quattro camere che gli consentono di mangiare, rigurgitare e rimangiare l’erba.

Una curiosità è che in tibetano la parola yak si riferisce solo agli esemplari maschi, la femmina viene chiamata Dri o Nak.

Lo yak ha la capacità di vivere ad altitudini elevate, la sua fisiologia lo aiuta in questo tipo di ambientamento. Infatti gli Yak possiedono il triplo dei globuli rossi rispetto ad una normale mucca e le cellule dei globuli rossi hanno un dimensione di circa la metà rispetto a quelle di un normale bovino. Inoltre la cassa toracica è costituita da 14 o 15 paia di costole, invece che dalle 13 tipiche dei bovini, questo conferisce loro una maggiore capacità di inalare ed espellere l'aria; per questi motivi riescono a prosperare a quote elevate dove scarseggia l’ossigeno.

Le specie selvatiche si sono estinte in Mongolia già nel XVIII secolo e sono in pericolo anche in Tibet, a causa della caccia e dell'espansione della pastorizia.

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