Almanacco del Giorno Disastro di Fukushima - Almanacco
Voce dell'Almanacco dell'11 marzo, per la rubrica 'Accadde Oggi'. Evento avvenuto 6 anni fa. Un'immane catastrofe si scatena dal profondo del mare e mette in ginocchio il popolo nipponico. Il rischio di contaminazione atomica getta...

Accadde Oggi

Disastro di Fukushima


venerdì 11 marzo 2011 (6 anni fa)

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Disastro di Fukushima: Un'immane catastrofe si scatena dal profondo del mare e mette in ginocchio il popolo nipponico. Il rischio di contaminazione atomica getta un'ombra pesante sul futuro della terza potenza economica del mondo e mette in discussione le scelte energetiche di tutti i Paesi.

Sono le 14:46 di venerdì 11 marzo in Giappone, quando la terra inizia a tremare per tre lunghissimi minuti, sei nelle zone più prossime all'epicentro individuato a 24 km di profondità negli abissi dell'Oceano Pacifico. I sismografi consegnano il primo valore del sisma: 9.0 della scala Richter, una magnitudo inedita in quell'area che pure ha conosciuto in passato eventi tellurici distruttivi.

I grattacieli di Tokyo iniziano a ondeggiare pericolosamente, con la gente che si riversa sulle strade urlando e con il terrore disegnato sui volti. Il fatto che l'epicentro sia lontano, in fondo all'oceano, fa sì che interi villaggi e città non siano rasi al suolo dalla prima terrificante "frustata" e dalle successive (di entità tra 7.0 e 7.4). Il peggio però deve ancora venire, soprattutto per le zone costiere nord-orientali.

Dall'epicentro si forma un'onda anomala, che supera presto i 10 metri e in pochi minuti travolge le coste di Fukushima, Miyagi, Tohoku, Ibanaki, Sendai e Iwate. L'allerta consente a migliaia di persone di mettersi in salvo ma altrettante non trovano scampo di fronte alla furia dell'acqua.

Una nave e due treni passeggeri vengono letteralmente inghiottiti (un convoglio viene rinvenuto due giorni dopo con 70 sopravvissuti) dallo tsunami che distrugge porti e ponti, penetrando nell'entroterra per oltre 5 km. Altra scena drammatica a Fujinuma, dove il crollo della diga libera un fiume d'acqua a valle che cancella l'intera città di Sukagawa.

Nelle stesse ore, dopo la brutta esperienza del maremoto in Indonesia del 2004, vengono subito allertate tutte le coste del Pacifico. Sugli schermi della BBC e delle principali emittenti nazionali scorrono le prime immagini del disastro, che fanno in parte intuire la portata apocalittica dell'evento. Le comunicazioni sono KO: chiusi aeroporti e ferrovie, mezzo paese è senza corrente elettrica e collegamenti telefonici.

Non c'è tempo però per piangere le vittime perché un altro incubo si sta materializzando nelle zone degli impianti nucleari di Onagawa (in preda alle fiamme) e di Fukushima, dove si registrano pericolosi cedimenti provocati dalla rottura di una diga. Nel timore di fuoriuscita di vapori radioattivi, le autorità dispongono lo sgombero dei centri abitati limitrofi, anche se si tende a tranquillizzare sulla tenuta delle centrali.

A distanza di giorni in realtà emerge un quadro alquanto inquietante: nei reattori 1, 2 e 3 di Fukushima si è verificata la fusione del nocciolo, per via del black out nel processo di raffreddamento. L'incubo nucleare si materializza nell'opinione pubblica nipponica, che non ha certo dimenticato gli orrori di Hiroshima e Nagasaki, al termine del Secondo conflitto mondiale.

Trascorre quasi un anno prima che il pericolo rientri del tutto, con il governo che stima un periodo di 40 anni per portare a termine le operazioni di smantellamento della centrale, iniziate a novembre 2013. Nel frattempo, i governi di altre nazioni s'interrogano sull'opportunità o meno di investire sull'energia nucleare, sui relativi rischi e costi ambientali, con conclusioni differenti.

Il bilancio ufficiale delle vittime è spaventoso: 15.703 morti accertati e 4.647 dispersi, mentre i feriti sono 5.314. Incalcolabili i danni materiali alle infrastrutture e agli edifici unitamente a quelli ambientali, per i quali il governo giapponese chiederà aiuto alla comunità internazionale.
Uno studio postumo evidenzia gli effetti straordinari del terremoto sull'asse terrestre e sulle coste del Giappone, queste ultime spostatesi di 4 metri verso Est, con evidenti ripercussioni sul fondale marino.

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