Almanacco del Giorno Prima uscita nelle sale di Guerre Stellari - Almanacco
Voce dell'Almanacco del 25 maggio, per la rubrica 'Accadde Oggi'. Evento avvenuto 40 anni fa. «È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria...

Accadde Oggi

Prima uscita nelle sale di Guerre Stellari


mercoledì 25 maggio 1977 (40 anni fa)

Prima uscita nelle sale di Guerre Stellari: «È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio impero galattico». È l'inizio dell'intro più popolare della storia del cinema, primo atto di una saga che ha dischiuso per il genere di fantascienza nuovi orizzonti.

Le premesse di quello che è considerato un manifesto del cinema hollywoodiano si profilarono lontano dai celebri studios. Verso la fine degli anni Sessanta, il 25enne George Lucas, fresco laureato in cinema alla University of Southern di Los Angeles, iniziò a frequentare alcuni cineasti indipendenti, che portavano avanti un nuovo modo di fare cinema, sottratto al controllo delle major di Hollywood.

Qui strinse amicizia con Francis Ford Coppola e con lui nel 1969 diede vita all'American Zoetrope, uno studio cinematografico indipendente, ricavato in un magazzino di San Francisco. Dopo avervi girato il suo film d'esordio American Graffiti, Lucas decise di abbandonare il progetto e fondare una casa propria, la Lucas Film Limited, per dedicarsi al suo amore di sempre: la fantascienza.

Dopo i cortometraggi giovanili e il fiacco tentativo con L'uomo che fuggì dal futuro (1971), aveva in animo di buttare giù una storia che colpisse l'immaginazione dei giovani, in anni difficili legati alla fallimentare guerra del Vietnam e alle trasformazioni economiche e sociali in atto. Più che alla solita contrapposizione tra terrestri e marziani, pensava a un'epopea galattica, in cui fossero presenti elementi legati alla mitologia occidentale insieme a scenari tipici dei fumetti.

Illuminanti risultarono gli scritti di Joseph Campbell, indagatore delle origini del mito e delle religioni del mondo, coinvolto in prima persona nella costruzione del racconto e dei personaggi di Guerre stellari. Tra mito e antica spiritualità si colloca appunto l'organizzazione monastica degli Jedi (derivato dal termine giapponese jidaigeki, usato per i drammi storici con protagonisti i samurai), impegnati a mantenere pace e giustizia nell'universo concepito da Lucas.

Di quest'ordine fa parte il giovane Luke Skywalker che si unisce alla missione dell'Alleanza ribelle, guidata dalla principessa Leila Organa e di cui fa parte il capitano Ian Solo, in lotta contro l'Impero galattico, guidato dal temibile imperatore Palpatine e dal suo allievo Dart Fener. Durante quest'avventura il giovane combattente prende coscienza della forza sconosciuta che è in lui e di aspetti segreti della sua esistenza.

Lucas sottopose il soggetto alla Universal e alla United Artists che si rifiutarono di produrlo, anche per gli eccessivi costi che comportava. Diversa fu la reazione di Alan Ladd Jr, direttore creativo della Twenty Century Fox, che ne fu subito entusiasta, chiedendo di impostare la sceneggiatura. Lucas ci lavorò per un anno e si accorse che il materiale a disposizione avrebbe richiesto almeno una trilogia di film. Ne prese una parte e per presentarla al meglio ai produttori, la integrò con splendidi disegni realizzati da Ralph McQuarry, in cui s'iniziarono a delineare i personaggi e gli sfondi spettacolari della pellicola.

Ottenuto un budget di 8 milioni di dollari e i futuri diritti sul merchandising (un settore ancora inesplorato a quell'epoca), passò alla fase casting. Lucas si orientò in generale verso volti nuovi: per questo scelse per il ruolo di Luke il giovanissimo Mark Hamil, noto soltanto in TV, scartando altri come Kurt Russel e William Katt. Stesso discorso per la principessa Leila, affidata all'attrice teatrale Carrie Fisher. Su Harrison Ford, già apprezzato nel suo American Graffiti, dovette arrendersi all'evidente abilità dello stesso di dare un'impronta originale al personaggio di Ian Solo.

Il resto del cast venne completato in Inghilterra, dove vennero reclutati personaggi esterni al mondo del cinema come il campione di body building David Prowse, per il ruolo di Dart Fener, e l'inserviente ospedaliero Peter Mayhew, perfetto con i suoi 2 metri e 20 cm di altezza per impersonare Chewbecca, il peloso co-pilota della nave Millennium Falcon.

Le riprese iniziarono nel marzo del 1976 nel deserto della Tunisia e proseguirono negli Elstree Studios di Londra. La prova del 9 che Lucas dovette superare fu quella degli effetti speciali, che risolse fondando la Industrial Light & Magic, una propria casa che mise a disposizione di un team di studenti universitari, ingegneri ed informatici. In quel laboratorio prese forma un metodo di lavoro destinato a rivoluzionare il modo di fare cinema.

Sul punto di mandare tutto all'aria per i continui ritardi e sforamenti del budget, la Twenty Century Fox impose a Lucas di finire il montaggio per lanciare il film nella primavera del 1977. Il regista, rischiando l'esaurimento nervoso, rifece due volte il montaggio ma riuscì nell'impresa. Il tocco finale lo lasciò al compositore John Williams, già apprezzato per le musiche de Lo squalo di Steven Spielberg, che dirigendo la London Simphony Orchestra, realizzò una colonna sonora di forte impronta classica.

Pur temendo un insuccesso e tra le critiche di molti addetti ai lavori che lo giudicavano un prodotto per bambini, i produttori lo lanciarono nelle sale il 25 maggio del 1977. Il pubblico ebbe il tempo di leggere «Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...» (formula ripetuta anche per gli altri capitoli) che si ritrovò catapultato nello spazio siderale, nel mezzo di una battaglia laser tra incrociatori.

La gente uscì per strada stropicciandosi gli occhi per l'esperienza vissuta e cominciando a familiarizzare con il tema musicale principale e con passaggi memorabili come «Che la forza sia con te!». Era nato un fenomeno destinato a durare negli anni, mentre per la Twenty Century Fox una gallina dalle uova d'oro, che incassò a livello internazionale oltre 775 milioni dollari, di cui ben 461 milioni solo negli USA.

L'exploit del botteghino anticipò il trionfo ai Premi Oscar del 1978: in gara con dieci nominations, portò a casa sette statuette (scenografia, costumi, sonoro, montaggio, effetti speciali, colonna sonora più un Oscar speciale a Ben Burtt per gli effetti sonori). Nel 1980 e nel 1983 uscirono i due sequel, L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, che conclusero l'iniziale trilogia che Lucas aveva in mente, poi sviluppata in ulteriori tre prequel tra il 1999 e il 2005.

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