Almanacco del Giorno Le fiabe dei fratelli Grimm - Almanacco
Voce dell'Almanacco del 24 febbraio, per la rubrica 'Angolo Lettura'. Evento avvenuto 4 anni fa. Hanno più di duecento anni, furono pubblicate per la prima volta nel 1812, tuttavia i racconti dei fratelli Grimm non sembrano...

Angolo Lettura

Le fiabe dei fratelli Grimm


domenica 24 febbraio 2013 (4 anni fa)

Approfondimenti
I fratelli Grimm
Le fiabe dei fratelli Grimm: Hanno più di duecento anni, furono pubblicate per la prima volta nel 1812, tuttavia i racconti dei fratelli Grimm non sembrano invecchiare mai; per questo motivo il nostro suggerimento di questa settimana è il libro "Le fiabe dei fratelli Grimm". Quante generazioni sono cresciute in compagnia di racconti come "Cenerentola", "Pollicino", "I suonatori ambulanti di Brema", personaggi vivi nell'immaginario di ciascuno. Un tesoro per grandi e piccoli, emozioni che hanno accompagnato ognuno di noi in ogni fase della vita dall'infanzia, come ascoltatori, all'età adulta, come attivi narratori.
Alcune delle storie contenute nella raccolta sono pressocchè sconosciute ma non prive del fascino e degli insegnamenti che caratterizzano le fiabe dei Grimm. Lasciamoci ritrasportare in un mondo che inizia con "C'era una volta" e termina sempre con "Vissero felici e contenti", un mondo dove il bene trionfa sempre sul male, il tutto condito con un pizzico di magia. Eccone un brano: «C'era una volta un re potente e saggio che ogni giorno, a pranzo, quando la tavola era sparecchiata e non c'era più nessuno, si faceva portare ancora un piatto, coperto, da uno dei suoi servi più fedeli. Solamente lui ne mangiava, poi lo richiudeva, e nessuno sapeva che cosa vi fosse dentro. Un giorno avvenne che il servo, quando il re gli diede il piatto da portare via, non seppe resistere alla tentazione, lo portò nella propria camera, lo aprì e vi trovò dentro una serpe bianca. Vedendola gli venne una tale voglia di mangiarne che non potè trattenersi: ne tagliò un pezzetto e se lo mangiò. Ma appena lo sfiorò con la lingua, udì con chiarezza ciò che si dicevano i passeri e gli altri uccelli davanti alla finestra e comprese così che capiva il linguaggio degli animali.
Ora avvenne che proprio quel giorno la regina smarrì uno dei suoi anelli più belli, e il sospetto cadde su quel servo. Il re lo rimproverò aspramente e minacciò di condannarlo come reo, se entro quel giorno non avesse indicato il malfattore. Allora il servo si spaventò e non sapeva cosa fare. Inquieto, scese in cortile: là, vicino a un ruscello, le anatre riposavano tranquille e si facevano le loro confidenze. Egli ne sentì una che diceva: "Che peso ho sullo stomaco! Nella fretta ho ingoiato un anello che era sotto la finestra della regina." Subito il servo l'afferrò per il collo, la portò al cuoco e disse: "Ammazza prima questa, è ben pasciuta." Il cuoco le tagliò il collo e quando fu sbuzzata le trovò nello stomaco l'anello della regina. Il servo lo portò al re che se ne rallegrò molto, e volendo riparare il proprio errore gli disse: "Chiedi ciò che vuoi, e di' quale carica desideri a corte."
Ma il servo rifiutò ogni cosa e chiese soltanto un cavallo e del denaro per il viaggio, poiché‚ desiderava girare per il mondo
».

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